Camminando per il centro storico di Saluzzo si ha spesso l'impressione di trovarsi in una città più importante di quanto le sue dimensioni facciano pensare. Non è un'impressione sbagliata. Per secoli Saluzzo è stata la capitale di uno stato indipendente, il Marchesato di Saluzzo, che dalla pianura si estendeva fino alle valli alpine e che seppe resistere a lungo, stretto tra potenze molto più grandi. Conoscere questa storia aiuta a leggere la città: la fortezza in cima alla collina, le chiese gotiche, le dimore rinascimentali raccontano tutte un pezzo della vicenda dei Marchesi.
Le origini nel XII secolo
Il Marchesato nacque nel XII secolo, quando Manfredo I, appartenente alla grande famiglia aleramica, divenne il primo marchese di Saluzzo. Da allora la dinastia governò il territorio per oltre quattro secoli, ampliando i propri domini, stringendo alleanze e difendendo la propria autonomia. Uno dei primi segni di questo potere, a pochi chilometri dalla città, è l'Abbazia di Staffarda, fondata nel 1135 e sostenuta proprio dai marchesi.
Tommaso I e la Castiglia
Nel Duecento il marchese Tommaso I diede alla città uno dei suoi simboli: la Castiglia, la fortezza in cima alla collina, che divenne la residenza dei Marchesi. In quegli anni Saluzzo si affermò come vera capitale, centro amministrativo e politico di un territorio che comprendeva pianura, colline e montagne.
Una corte colta: Tommaso III
La corte di Saluzzo fu anche un centro di cultura. Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento il marchese Tommaso III scrisse Le Chevalier errant, un'opera in francese in cui si intrecciano avventure cavalleresche, allegorie e riflessioni sul mondo del suo tempo. La scelta della lingua dice molto: il Marchesato guardava alla Francia, con cui manteneva legami stretti. L'immaginario di quest'opera si ritrova nei celebri affreschi del Castello della Manta, voluti da Valerano, figlio di Tommaso III.
L'età d'oro di Ludovico II
Il momento di massimo splendore arrivò tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, con il marchese Ludovico II e la moglie Margherita di Foix. Sono gli anni in cui si costruisce il Duomo di Santa Maria Assunta, tra il 1491 e il 1501, e in cui la città si arricchisce di palazzi, chiese e opere d'arte. Pittori come Hans Clemer lavorano per la corte, e famiglie come i Cavassa costruiscono dimore all'altezza di una capitale.
A Ludovico II si lega anche un'impresa straordinaria per l'epoca: il Buco di Viso, una galleria scavata nella roccia in alta quota, vicino al Monviso, per facilitare i commerci tra il Marchesato e la Francia. Il marchese è ricordato nella chiesa di San Giovanni, nella cappella dei Marchesi, con il suo monumento funebre.
La fine dell'indipendenza
Nel corso del Cinquecento la posizione del Marchesato, tra i domini dei Savoia e il regno di Francia, divenne sempre più difficile. Il territorio passò sotto il controllo francese e, alla fine del secolo, fu occupato dal duca di Savoia Carlo Emanuele I. Con il Trattato di Lione del 1601 il Marchesato di Saluzzo entrò definitivamente nei domini sabaudi, e si chiuse la lunga stagione dell'indipendenza.
Per approfondire la storia del Marchesato, la visita al Museo della Civiltà Cavalleresca nella Castiglia e a Casa Cavassa è il complemento ideale: verificate orari e aperture sui canali ufficiali.
Leggere la storia nelle vie
Oggi la storia del Marchesato si legge camminando. La Castiglia racconta i marchesi del Duecento, San Giovanni la loro memoria, il Duomo e Casa Cavassa la stagione rinascimentale. E anche le case del centro storico, molte delle quali risalgono a quei secoli, sono testimoni di questa vicenda. Dormire in una di esse, in una casa del Quattrocento affacciata su una piazzetta antica, è un modo per sentirsi, per qualche notte, parte della storia della città.
Il vostro soggiorno a Saluzzo — Casa Piazzetta
Un appartamento per 4 ospiti in una casa del Quattrocento, affacciato sulla Piazzetta dei Mondagli, a 100 metri dal Duomo: la base per vivere a piedi la Saluzzo che raccontiamo nel blog.